Se dovessimo trarre delle conclusioni su cosa sia avvenuto nel panorama del marketing lo scorso anno, spiccherebbe certamente l’affermazione definitiva di quell’approccio denominato data-driven, vale a dire di quel marketing che basa sui dati decisioni e azioni.

I dati, definiti oggi anche come il “nuovo petrolio”, sono tra le cose più pregiate che un marketer può avere a disposizione; tuttavia, il dato, qualunque sia il suo formato, isolato non basta a procreare valore, ciò che concretamente lo rende un elemento efficace è il modo in cui esso viene decifrato e interpretato.

Fondamentali a questo punto sono gli analytics intesi come quella serie di strumenti e tecnologie capaci di dare un significato chiaro e univoco alla mole di dati di cui si dispone.

Per intenderci, se il dato è la materia primaria, gli analytics sono la disciplina con cui dargli forma, insomma, non c’è dato senza analytics.

In uno scenario in cui l’intelligenza artificiale sta avendo un ruolo sempre più predominante, dove i data scientist non vengono più immaginati come degli asceti 2.0, ma lavorano nelle aziende e vivono in mezzo a noi e dove, oltre ai big, ci sono anche gli smart data, risulta opportuno chiedersi quale sarà il futuro degli analytics e cosa dobbiamo prevedere nel 2018.

A tal proposito Ben Davis in un articolo pubblicato su Ecosultancy, riporta le impressioni di alcuni esperti professionisti sul tema del futuro degli analytics e del marketing data-driven.

Dati analisi

Più analytics per tutti

Come dichiara Kieran Kilbride-Singh, Head of Marketing di Prodlytic, società londinese specializzata in analytics, per l’utente medio l’impiego degli analytics è ancora oggi un elemento critico.

Rendere la lettura dei dati ancora più “user-friendly” è stato un trend che ha contraddistinto il 2017 e che nel 2018 continuerà ad essere una priorità per le case produttrici di queste piattaforme.

Secondo David Wharram, Commercial Director di un’altra società, la Coast Digital, il nuovo prodotto Google Data Studio, la piattaforma di analytics attualmente in versione beta lanciata nell’ambito del progetto Google Cloud Platform, è una prova che si sta andando proprio nella direzione dell’ agevolazione e dell’accessibilità.

Analisi dispositivi

Anticipare le mosse, il ruolo della predictive analysis

Sul tema dell’analisi predittiva Kilbride-Singh prevede che essa che impatterà maggiormente sulla produzione ma anche sul marketing.

Gli analytics saranno sempre più in grado di spiegare il “perché” oltre il “cosa, ovvero i marketer saranno supportati anche nelle fasi di comprensione del fenomeno descritto dai dati.

Ad esempio, a fronte di un certo tasso di abbandono dei carrelli, sarà anche possibile comprenderne le cause ed “anticipare” quindi le mosse da compiere per risolvere tale problematica, il tutto quindi seguendo una logica predittiva.

La customer experience tramite l’integrazione e non l’ottimizzazione

Secondo James CollinsSVP Global Product Strategy Attribution della società Rakuten Marketing, questo 2018 sarà un anno in cui molte aziende compiranno un’evoluzione dal punto di vista dell’utilizzo dei dati, in pratica passeranno dal redigere report dedicati alle singole funzioni aziendali o all’ottimizzazione delle campagne di advertising, ad una visione degli analytics più integrata e finalizzata a migliorare la customer experience a livello complessivo.

Assistenza Clienti

Collins afferma che l’approccio aziendale vincente sarà quello di implementare un’infrastruttura di analytics interfunzionale e quindi non solo interna al reparto marketing, che sia in grado di far dialogare i dati provenienti dai differenti reparti.

Alla luce di queste considerazioni una cosa è certa, sarà un anno in cui nel marketing digitale non ci si potrà permettere di improvvisare.

I dati e gli analytics dovranno essere considerati come dei validi alleati e non come un punto di debolezza.


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